Una sottrazione americana e psicopatica
Intermittenti: una domenica sì e l’altra no, così sono cominciati i miei morti, senza alcuna disciplina, un fine settimana niente e poi due di seguito, me li trovavo sempre nei posti più strani: sdraiati per terra alla fermata dell’autobus, sul ciglio della strada, nei parchi, appesi ai ponti e ai semafori, portati a valle dalla corrente del Mapocho, in ogni angolo di Santiago comparivano i corpi domenicali, cadaveri settimanali o quindicinali che io sommavo metodico e ordinato, e la cifra cresceva come cresce la spuma, la rabbia, la lava, saliva e saliva anche se appunto il problema era sommare, perché che senso aveva salire se lo sanno tutti che i morti cadono, ci incolpano, ci tirano giù, come questo morto che ho trovato proprio oggi buttato sul marciapiede, un morto solitario che aspettava bello tranquillo che arrivassi io,
LASCIATE OGNI SPERANZA VOI CH’ENTRATE sta scribacchiato a grandi lettere rosso sangue sul muro della Chemical Bank vicino all’angolo tra l’Undicesima e la Prima e la scritta è tanto grossa da saltare agli occhi dal sedile posteriore del taxi che strattona nel traffico proveniente da Wall Street e proprio mentre Timothy Price nota quelle parole sopraggiunge un autobus e la pubblicità di Les Misérables sulla fiancata va a coprirgli la visuale, ma Price che è alla Pierce & Pierce e ha ventisei anni, non sembra farci caso e dice al tassista che gli darà cinque dollari se alza il volume della radio, c’è Be My Baby sulla WYNN, e il conducente,
[Oltre le 250 parole…]
P.S | Post Scriptum Istantaneo
Incipit tratti da…
Alia Trabucco Zerán, La Sottrazione – Edizioni SUR, 2020
Bret Easton Ellis, American Psycho – Einaudi, 2001
