Il processo | Franz Kafka

Il processo, recensione istantanea del romanzo di Kafka

Un uomo, nella Praga di inizio novecento, è sotto processo. Verrà condannato “come un cane”, come grida egli stesso, Josef K.  

Nessuno sa perché.

Deformazione espressionista del mondo reale, il romanzo beve dalla fonte del realismo magico; il surreale si insinua nel ritratto del reale, per definirlo. Una sfida parodica e grottesca ai limiti del rapporto individuo-legge in un contesto sociale incomprensibile.

Il testo stuzzica riflessioni morali profonde, significati che si intrecciano con l’attualità del mondo contemporaneo.

Il processo infatti sembra incentrarsi sui concetti di colpa e condanna, ma non si interessa alla loro definizione: principalmente dipinge “un’altissima metafora della condizione umana” (Andrea Camilleri).

Questa volta però Kafka non ha bisogno di allegorie mostruose. K., il protagonista, “davanti alla legge” non diventerà un insetto, come Gregor in La metamorfosi, ma come tale verrà trattato da un potentissimo, oscuro tribunale che veicola esclusivamente norme vuote come fossero epidemie virali che colpiscono in segreto e che trasformano il processo di Josef K. in qualcosa di simile a quello che, nella realtà, Salvatore Satta auspica non diventi mai: un “vano fantasma” (Il mistero del processo).

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P.S | Post scriptum istantaneo

Chi è Franz Kafka?

Franz Kafka (Praga, 1883 – Kierling, 1924): uno degli scrittori più importanti del XX secolo. Tra modernismo, realismo magico, allegorie, introspezione esistenzialista, le sue opere più note, oltre a Il processo, sono Il castello e La metamorfosi.

–Oltre le 250 parole… la citazione istantanea:

Il processo, Franz Kafka, frasi:

«No», disse il sacerdote, «non si deve prendere tutto per vero, si deve prenderlo solo per necessario». «È un’opinione ben triste», disse K. «La menzogna viene elevata a ordine del mondo».