L’anima della festa | Tea Hacic-Vlahovic

l'anima della festa romanzo di Tea Hacic, recensione istantanea su letteraturaistantanea.it

L’anima della festa è un romanzo che strizza l’occhio al dirty realism, al brat pack letterario, ai temi espliciti della generazione X. Tea Hacic-Vlahovic cuce –sfiorando autofiction e memoir– una dark comedy, in prima persona, controcorrente: la vita radicalmente punk di Mia, studentessa americana a Milano nei primi anni 2000.

Le parole di Mia dipingono un flusso anarchico di esperienze ed emozioni –banali o profonde non importa.

Mia lascia che squarcino la superficie di una Milano –a tratti Venezia, con incursioni parigine– illuminata da moda, brand, lusso, fino a deformarsi in quadro oscuro straripante violenza, droghe, cinismo, sesso estremo, profonda solitudine.

Milano diventa immagine sfocata, corpo tossico e deumanizzato dal quale Mia non si lascia travolgere passivamente. Il suo autolesionismo, la sua fuga –dal suo disturbo alimentare, dall’eroina, dalla violenza che continuamente subisce, che si lascia volontariamente infliggere da uomini, donne, da se stessa– diventano ribellione cosciente, intrinsecamente punk.

Come si ribella Mia?

La sua è una ribellione notturna, una festa perpetua che senza di lei, come la Milano che descrive, non sembra poter esistere. Mia divora, prosciuga la notte a colpi di ironia, tweet e surreali dialoghi con piccioni devastati dalla vita metropolitana.

Mia è l’anima della festa.

P. S. | Post scriptum istantaneo

Chi è Tea Hacic-Vlahovic?

Tea Hacic-Vlahovic è una scrittrice croato-americana. Attivista, performer, ideatrice di Troie Radicali. L’anima della festa, il suo primo romanzo.

–Oltre le 250 parole… la citazione istantanea:

L’anima della festa, Tea Hacic-Vlahovic, frasi:

«“Nessuno di voi mi troverebbe bona senza tutto il trucco che mi metto sulla vagina.” Mando questo tweet dal mio Nokia.»

«ho sempre sostenuto che è meglio essere cool che carine, ma ora che sono carina mi rendo conto di aver sempre detto un sacco di cazzate. Quando ero alle superiori odiavo le bionde sceme, adesso sono una bionda scema e questo io lo chiamo crescere. Fa abbastanza male, lo ammetto. “Non è vero che le bionde si divertono di più, ma è vero che hanno una soglia del dolore più alta.” Quel tweet ha preso un centinaio di “mi piace”

«Quando gli uomini sono violenti a letto è perché non sono capaci di essere bravi a letto. Usano il dolore per distrarti da quanto sono noiosi. O almeno ci provano! Mi annoio da morire, paparino, ammazzami! Essere donna è imbarazzante, ma essere uomini è patetico.»